gravidanza

L’età in cui nella nostra società si raggiunge la maturità sessuale si è abbassata.

L’età media del primo rapporto sessuale si stima intorno ai 15 anni: quando non si è ancora pienamente in grado di affrontare in maniera consapevole i rischi legati alla sessualità, come la possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale e gravidanze indesiderate.

Solitamente una gravidanza, in età adolescenziale, non è cercata e voluta, ma è un evento che “capita”, con tutta una serie di implicazioni sul piano personale, familiare e sociale.

Il potenziale traumatico che si accompagna a questo evento, in età adolescenziale, è di un certo livello ed i motivi sono legati agli aspetti fisici che si accompagnano a tale evento: cambiamento dell’aspetto, nausea, vomito, alle questioni familiari: la fatica e la paura di comunicare la cosa ai propri genitori, la sensazione di sentirsi incompresi e soli e le questioni mediche (esami, visite, controlli, etc.).

NON E’ VERO!

Capita spesso che la ragazza, per la paura ed il forte stress, venga a trovarsi in uno stato di confusione e di ambivalenza tale, da arrivare a negare la propria gravidanza, ignorando i sintomi che ad essa si accompagnano ed  in alcuni casi, a fare scelte di comportamento igienico pericolose, nella speranza di ottenere quello che non ha il coraggio di chiedere ai grandi, cioè l’interruzione della gravidanza.

Un aspetto, quest’ultimo, non solamente rischioso, perché non tutelante verso di sé e verso la nuova vita, ma che da un altro lato rischia di ridurre la possibilità di riflettere, per tempo, sulle possibili decisioni da prendere.

ATTENZIONE ALLE SOSTANZE

Una certa sorveglianza, quindi, deve essere rivolta all’uso di sostanze, siano esse fumo, alcool, farmaci e sostanze stupefacenti.

QUANTA PAURA

Com’è facile immaginare, non è affatto semplice per la ragazza aprirsi, a riguardo, con i propri familiari, in particolare con i propri genitori.

La paura di deluderli, è tanta, così come il timore di essere punite.

Altrettanto difficile, per la giovane, è comunicare il proprio stato di gravidanza al papà del bambino ed alla sua famiglia e comunicarlo alla scuola ed ai propri coetanei.

Spesso emerge un grande timore di essere abbandonate ed un forte senso di vergogna.

Improvvisamente, la ragazza, si ritrova scaraventata nel mondo degli adulti cosa che, non di rado, la disorienta, perché fino a quel momento, certe questioni, non la riguardavano personalmente.

DOVER SCEGLIERE

Proviamo ad immaginarci il peso, per un’adolescente, di dover decidere cosa fare, se tenere il bambino oppure abortire.

Una scelta delicata ed importante per ogni donna, a maggior ragione per una ragazza così giovane.

In un caso o nell’altro, la vita della ragazza non sarà più la stessa, sia che decida di diventare mamma, sia che decida di interrompere la gravidanza.

Sarebbe importante che tale decisione potesse essere presa in un clima, per quanto possibile, sereno.

Scelte ponderate, in un tempo relativamente breve e condivise con i rispettivi genitori delle famiglie dei due ragazzi, che, com’è presumibile, si conoscono anche poco; ciascuna con tutta una serie di aspettative nei confronti del futuro dei propri figli.

Insomma, come si può immaginare, la situazione è complessa.

E IL PAPA’ DEL BAMBINO?

Non abbiamo molti dati a disposizione della paternità in adolescenza, ma alcuni autori sostengono che il padre adolescente, nel trovarsi investito prematuramente ed improvvisamente della carica di papà, in genere non riesca a lasciarsi coinvolgere nella relazione con il proprio figlio e con la giovane madre, lasciando quest’ultima entro il secondo anno di vita del bambino.

Ci sono però anche casi, in cui il giovane papà riesca ad assumersi questo ruolo in modo serio e responsabile.

I FATTORI PSICOLOGICI

Quando la gravidanza si intreccia con l’adolescenza della madre, va a scontrarsi con i cambiamenti che si accompagnano in tale fase e questo complica la costituzione dell’identità materna della ragazza.

Questo perché, la gravidanza, si sovrappone all’immagine di sé come donna e non si sviluppa come la sua naturale continuazione.

Altro aspetto importante da prendere in considerazione, il fatto che le adolescenti sono ancora prese dalle dinamiche di separazione e individuazione dalle figure genitoriali e questo non le aiuta a dare spazio mentale all’esperienza della maternità.

Come abbiamo già detto , spesso le adolescenti tendono a mettere in moto, senza rendersene conto, risposte difensive e di distanziamento emotivo e questo va ad ostacolare la possibilità che riescano ad avviare processi di mentalizzazione del prossimo nascituro.

IL RUOLO DEI GENITORI

Certo, la notizia che la propria figlia adolescente sia rimasta incinta è sconvolgente e spesso accompagnata da un forte vissuto di rabbia, ma è estremamente importante che la ragazza senta di potersi aprire sull’argomento con i propri genitori e si senta sostenuta.

Ogni possibile decisione va affrontata nella maniera più serena possibile e dopo un’accurata riflessione, per il bene della ragazza e per quello del futuro bambino che nascerà, se la decisione sarà quella di portare avanti la gravidanza.

Aspetto fondamentale è che i genitori cerchino di non imporre la propria decisione ai figli, ma siano pronti a sostenerli e a stargli accanto qualsiasi decisione finale venga presa dal minore, certo nella tutela della sua salute!

Se necessario, visto il peso emotivo della situazione, potrebbe essere importante, farsi affiancare da uno psicologo che aiuti sia la minore che la famiglia a vivere tale momento ricorrendo alle strategie di coping più adeguate, per superare questa fase nella maniera più serena possibile.

Photo: Alain Bachellier

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