guardare

Il contatto visivo, cela in se diversi significati.

Guardare può incutere timore, portare con se un segnale di amicizia, amore, seduzione, mentire, trasmettere empatia e tanto altro.

Alcuni dei nostri gesti sono fatti in maniera consapevole, altri sono inconsapevoli e sfuggono al nostro controllo.

I RISULTATI DI UNO STUDIO

Nel 2016 alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno coinvolto 489 persone in un test.

Il campione ha osservato un filmato in cui un’attrice o un attore guardavano direttamente nella telecamera, come a fissare lo spettatore.

Al termine del filmato, gli studiosi hanno intervistato le persone, per comprendere quando il contatto visivo rischiava di creare disagio e diventare molesto o originare ansia.

Da tale studio è emerso che in media, il tempo durante il quale riusciamo a reggere lo sguardo diretto di un’altra persona estranea, senza sentirci in difficoltà, è di 3,3 secondi.

Questo dato è molto utile, per orientarci nello scambio comunicativo con il nostro interlocutore, al fine di non creare in lui un senso di fastidio, ansia, timore.

Fissare una persona negli occhi per più di 3 secondi può infatti creare, senza che noi lo vogliamo, un senso di disagio in chi abbiamo difronte.

QUALI PENSIERI POTREBBERO EMERGERE

A chiunque abbia provato lo sguardo diretto prolungato di un interlocutore si sarà accesa una spia, tutta una serie di interrogativi del tipo: perché mi sta fissando? Cosa vuole da me? Perché mi sta studiando? Vuole farmi qualcosa? Ci sta provando? Vuole mettermi in imbarazzo?

IL POTERE  CURATIVO DELLO SGUARDO

Guardarsi negli occhi ha un grande valore, poiché aiuta a combattere lo stress e a calmare l’ansia, a dirlo sono i Neuroscienziati dell’Università di Adelaide in Australia, che hanno condotto studi sull’attività cerebrale, dal cui esito si deduce che guardare negli occhi una persona che prova angoscia, malata o che prova ansia, induce una risposta calmante.

I BENEFICI DEL CONTATTO VISIVO

Lo sguardo dell’altro, quando non è un fissare, aumenta il livello di attenzione, funge da potenziamento delle capacità mnemoniche ed aiuta a migliorare il clima relazionale fra le persone e la capacità di collaborare.

INGREDIENTE FONDAMENTALE NELLA COMUNICAZIONE

Guardare negli occhi la persona con cui stiamo parlando è estremamente importante, per una corretta modalità comunicativa.

I nostri occhi dicono qualcosa di noi, della considerazione che abbiamo di noi stessi e del nostro interlocutore, di quanto crediamo in ciò che stiamo dicendo, di quanto ci interessa quello che l’altra persona ci sta raccontando, di come stiamo noi, in relazione con lei e tanto altro.

LA DIREZIONE DELLO SGUARDO VORRA’ DIRE QUALCOSA?

Guardare a destra: creazione dei pensieri e loro espressione.

Potrebbe indicare una menzogna, ma in un bambino che parla e guarda verso destra, questa cosa non è indice di una bugia.

Indica anche l’accesso ai sentimenti.

Guardare a sinistra: richiamare alla memoria, per poi esprimere i fatti, spesso coincide con il dire la verità.

Guardare a destra in alto: significa creare una situazione mentale, fatti per poi esporli.

Guardare a destra lateralmente: solitamente indica l’immaginare (a destra) o il richiamo alla memoria (a sinistra).

Guardare a destra in basso: non è detto che corrisponda al dire una bugia, potrebbe indicare anche creatività.

Guardare a sinistra in alto: significa accedere alla memoria che richiama veridicità.

Guardare a sinistra lateralmente: mette insieme la memoria e la certezza.

Guardare a sinistra verso il basso: significa che stiamo parlando di noi stessi, stiamo esprimendo un pensiero che ci riguarda.

Guardare dritto davanti a sé quando si parla: solitamente è segno di veridicità, o di mentire in maniera consapevole.

Guardare dritto davanti a sé quando si ascolta: segnala interesse e attenzione.

Occhi molto aperti: solitamente segnala attrazione e desiderio dell’altro.

Sbattere frequentemente le palpebre: solitamente è un segnale di un elevato stato di pressione emotiva.

Sbattere le palpebre di rado: solitamente indica elevata attenzione.

Innalzamento del sopracciglio: sta ad indicare, di solito, il fatto che abbiamo riconosciuto l’altro,ma indica anche saluto e stato di shock.

Ammiccare: sta ad indicare un certo grado di confidenza con l’altro e di solito viene fatto per indicare una particolare intesa con la persona che abbiamo davanti.

Photo: Abel Maestro Garcia

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